Abbiamo già affrontato in altra occasione come, dove e quando nacquero le cattedrali gotiche. Argomento che, se vorrete, riprenderemo in queste pagine. Con questo articolo, invece, scopriremo uno dei segreti più gelosamente custoditi dai costruttori di cattedrali. Ricordiamo che la costruzione avveniva con l’apporto di tre entità distinte: gli aderenti alla Corporazione dei Costruttori, una Gilda fraterna da cui nascerà la Massoneria, i Templari, che difendevano i segreti ed i Monaci Cistercensi, che erano i custodi della sapienza e patroni dei Templari. Di segreti ve ne erano diversi e solo gli aderenti alla Gilda, di alto grado, ne erano a conoscenza, oltre ai taluni Cistercensi, naturalmente.

Tutte le cattedrali gotiche costruite da questa organizzazione, che si sciolse con la persecuzione dei Templari, hanno delle caratteristiche comuni, talora presenti nelle cattedrali gotiche successive solo casualmente. Si trattava della “dedicazione” del tempio a “Notre Dame”, ossia “Nostra Signora”, intesa dal clero cattolico, e dai fedeli, come Maria la madre di Gesù mentre i miti e le leggende narrano che in realtà ci si riferisse a Maria di Magda, detta Maria Maddalena, la moglie di Gesù. L’altra caratteristica era che il tempio era perfettamente orientato, ossia si sviluppava sul parallelo ovest-est; est ove vi era l’altare. L’ingresso poteva essere ad ovest, sovente, o a sud, più raramente. Queste due caratteristiche erano sempre presenti.

Ora, dedicare il tempio a Notre Dame non era così difficile, bastava convincere il Vescovo locale e questi, sicuramente accettava di buon grado. Invece orientare perfettamente il tempio non era certamente semplice, specialmente con gli strumenti di cui si disponeva nel XII e XIII sec. Ciò nonostante l’orientamento era effettuato a regola d’arte. Ma come facevano? Vediamo.

Convinto il Vescovo, che doveva prepararsi a spendere cifre enormi, veniva scelto il luogo di edificazione. Il terreno era scelto con cura, doveva avere un sottosuolo alquanto roccioso per essere stabile e poter sorreggere pesi enormi. A quel punto il terreno veniva ripulito, venivano abbattuti eventuali alberi, venivano costruite i baraccamenti ove le maestranze avrebbero abitato, veniva edificata la loggia, ossia una ampia sala ove di giorno si riunivano capomastri ed architetti, dove il Gran Maestro dirigeva i lavori. La sera vi si riunivano gli aderenti alla Gilda, tenendo lontani manovali, carrettieri e carpentieri, non iniziati all’Arte Reale, ed i Maestri iniziavano ad istruire gli Apprendisti e ad illustrare i segreti ai Compagni d’Arte.

Iniziavano a giungere carri trainati da buoi con le pietre per la costruzione e Maestri dedicati le facevano ammucchiare per dimensione e qualità. Veniva eretto l’Ospetale, una baracca ove “ospitare” chi si infortunava nel lavoro, da cui derivarono gli ospedali. Quindi si costruiva la mensa con la stalla e grande pollaio; veniva anche edificato un Mansio, ossia una sorta di piccola caserma per i cavalieri templari.

Nell’attesa del giorno prestabilito gli scalpellini iniziavano a squadrare le pietre, le quali erano verificate dai maestri tramite la livella e la squadra. Finalmente giungeva il gran giorno: si trattava dell’Equinozio, di primavera o d’autunno. Nessun altro giorno era possibile, avesse insistito anche il Re in persona per iniziare prima i lavori. Il giorno precedente era stato infisso nel terreno un grande palo che sarebbe divenuto il centro del tempio. Tutti si riunirono nel grande spiazzo ove, al sorgere del sole, veniva proclamato l’inizio dei lavori; a quel punto i Templari allontanavano tutti i non iniziati alla Gilda, Vescovo compreso, magari convincendolo ad andare in chiesa a pregare per la buona riuscita del primo atto: la tracciatura.

Un Maestro addetto verificava che i presenti fossero tutti degli iniziati e quindi il Gran Maestro dava inizio all’opera. Veniva creato un cappio ad una grossa corda ed il cappio veniva inserito al palo ma non veniva stretto. Un paio di Maestri tendevano la corda ed iniziavano a camminare attorno al palo, seguiti da altri Maestri con una cariola di gesso ed altri che spargevano il gesso stesso ove camminavano i due Maestri che tendevano la corda. In breve veniva tracciato un grande cerchio attorno al palo.

 

Primo passo: cerchio attorno al palo

 

Intanto la fioca luce dell’aurora lasciava il posto all’alba. Ad oriente sorgeva maestoso il sole. I suoi raggi illuminavano il piazzale e colpivano il palo, proiettando la sua lunga ombra che si andava ad intersecare con il cerchio in polvere di gesso.

 

Secondo passo: l’ombra mattutina

 

Immediatamente tre Maestri accorrevano ed andavano a piantare un picchetto (paletto appuntito) nel punto dell’intersecazione.

Fissaggio dell’intersecazione

 

A quel punto si sospendevano i lavori ed i Templari si disponevano a guardia affinché nessuno si avvicinasse al cerchio. Quando si avvicinava la sera, nuovamente tutti i non iniziati venivano allontanati e si procedeva. Nel momento del tramonto, l’ombra del palo si allungava nella direzione opposta del mattino, andando nuovamente ad intersecare il cerchio. Anche in questo caso veniva infisso nel terreno un picchetto.

 

Fissaggio della seconda intersecazione

 

A questo punto si avevano tre punti fissi che indicavano esattamente la direzione ovest-est. La mattina successiva veniva piantato un tronco al posto di ogni paletto, quindi con il medesimo gioco di corde vengono creati due cerchi della medesima dimensione. Producendo la figura seguente:

 

Terzo passo: la creazione dei tre cerchi

 

Vengono levati i pali e posizionati dei picchetti nei punti di intersezione dei cerchi tracciati con il gesso:

 

Posizionamento picchetti

 

Vengono tirate delle corde fra i picchetti appena posizionati e vengono tracciate, con il gesso, delle nuove linee che vanno a formare un rettangolo.

 

Quarto passo: creazione rettangolo allineato

 

Questo rettangolo ha i lati perfettamente allineati nord-sud ed est-ovest. La parte più difficile dell’opera è stata compiuta. Vengono cancellati i cerchi e vengono lasciati i picchetti e le linee che formano il rettangolo.

 

Area di lavoro ripulita

 

A questo punto non occorreva far altro che allungare le rette già presenti tramite canne. Cosicché vengono altri rettangoli sempre uguali ed adiacenti. Facendo divenire l’area delimitata della dimensione voluta, ossia la dimensione prevista per il tempio.

 

Primi due rettangoli creati

 

Aumentando i rettangoli, si ottiene l’intera dimensione della navata.

 

La tracciatura della navata

 

Vengono create le aree inerenti ai transetti, ossia le protuberanze laterali. Inoltre, con il solito gioco di corde viene definita l’area del transetto, ossia l’area semicircolare posta dietro l’altare.

 

Quinto passo: la definizione della superficie del Tempio

 

L’area è così completamente definita. A questo punto i costruttori potevano iniziare a scavare le fondamenta e, quindi, ad innalzare le pareti del tempio.

 

 

Lasciatemi detto, nei commenti, se l’argomento vi interessa; in tal caso potrei svelarvi qualche altro segreto dei Templari e dei Costruttori di Cattedrali.

Di MARCO ENRICO DE GRAYA