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Alzi la mano chi in questi giorni non ha sentito, seppur di sfuggita, un oroscopo. Lo sappiamo, ce ne sono tanti, da quello coscienziale di Corrado Malanga, che divide l’umanità in due soli segni: i consapevoli e gli altri, a quelli dei giornaletti e degli astrologi da strapazzo, che in questo periodo fatturano cifre… astronomiche.

Ma a prescindere da chi scegliate di ascoltare, occorre sapere precisamente “di che segno si è”. E mi direte, certo, è ovvio…

Già, ma voi vi siete mai chiesti di che segno siete – veramente? Ossia, tenendo conto della precessione degli equinozi, vi siete mai chiesti sullo sfondo di quale costellazione transitasse veramente il Sole al momento della vostra nascita?

Io sì, e dopo molti anni passati nella convinzione di essere una Pesciolina, mi sarebbe dispiaciuto scoprire di non esserlo davvero (amo tanto il mio segno, perché é il più bello di tutti, ma d’altra parte, quasi tutti pensano lo stesso del proprio segno). A un certo punto però la femminea curiosità ha prevalso sulla “preoccupazione” di scoprirsi diversi da quel che si è, ho controllato, e ho scoperto con gioia che sono effettivamente una Pesciolina anche tenendo conto della precessione. Ho tratto spunto dalla mia soddisfazione per compilare questa breve nota, con il validissimo e insostituibile aiuto delle pagine del sito http://blog-it.theplanetarysystem.org/, a cui ho attinto per ricavare tutte le informazioni che presenterò a seguire.

Solo una breve precisazione prima d’immergerci nella danza del Sole attraverso lo zodiaco. Negli articoli del sito relativi a ciascuno dei dodici segni, i nomi dei segni zodiacali sono indicati in latino, mentre le costellazioni zodiacali portano il nome italiano. Segni e costellazioni attualmente non coincidono più per via della precessione degli equinozi, un fenomeno astronomico dovuto a due fattori: la non perfetta sfericità della Terra, che è uno sferoide, e le forze gravitazionali della Luna e del Sole, che tentano di allineare l\’asse terrestre con la perpendicolare al piano dell\’eclittica. Questo causa un movimento della Terra che si riorienta, lentamente, ma costantemente, variando la posizione in cui il suo asse di rotazione “punta” rispetto alla sfera delle stelle fisse, nella quale si trovano anche le costellazioni da cui poi i segni prendono il nome. A causa di tale riorientamento, o precessione, si ha uno scostamento progressivo tra costellazioni e segni lungo l’eclittica. Tale scostamento attualmente ammonta a circa 27º, le costellazioni si spostano infatti di 1° ogni 72 anni e di 30° ogni 2.160 anni circa, e una precessione completa si realizza ogni 25.800 anni circa (periodo noto anche come anno platonico), che equivale a circa 2.160 anni moltiplicato 12.

ARIES
Circa 2.000 anni fa l’Ariete segnava il punto d’inizio dell’equinozio di Marzo. Attualmente il Sole entra nella costellazione dell’Ariete intorno al 18-19 aprile, per uscirne il 14 maggio. La stella primaria dell’Ariete è Hamal (α Arietis, l’ariete o testa dell’ariete): altro nome della stella era El Nath o Al Natih, il Corno, che oggi è assegnato a β Tauri. Fa coppia con Sheratan (β Arietis).

“Ecco, la roccia chiara, Adamante, è raggiunta. Sulla sua solidità lucente e ordinata erigeremo l’Opera. Il Sole sorge in Aries e, solennemente, noi posiamo la prima Pietra, alla base dello spigolo di nord-est, dove l’Oriente si fonde con l’asse polare. E qui resta o prima Pietra, e ardi in segreto. Tu sei l’inizio e sei la fine”.
Tratto da La costruzione del Tempio, testo inedito di E. Savoini.

TAURUS
Attualmente il Sole fa il suo ingresso astronomico nella costellazione del Toro, ampia 32°, intorno al 14 maggio per uscirne il 21 giugno. La testa dell’animale è prossima sia alle Pleiadi (raffigurate come una colomba, sacra a Venere, ad ali spiegate sulla spalla o dorso del toro), sia alle Iadi. Entrambi questi ammassi nei miti sono ninfe figlie di Atlante, Colui che sorregge il peso del mondo: Taurus e Pleiadi sono davvero il fulcro del Mondo, dei sette Sistemi solari. La stella principale Aldebaran (α Tauri, l’occhio destro di Horus e la vacca di Hathor), l’occhio del Toro, è uno dei motivi per cui si dice che questa costellazione conferisca l’illuminazione. Aldebaran significa l’inseguitore, in riferimento al modo in cui la stella pare seguire le Pleiadi nel loro moto notturno. Era, insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, una delle quattro stelle regali dei Persiani dal 3.000 a.C. al tempo in cui la stella reggeva l’equinozio di primavera dell’era del Toro, a sua volta inseguita dal Padre Orione. Presso gli ebrei era Āleph, la prima lettera dell’alfabeto, che la rendeva l’occhio divino. Nell’astronomia babilonese era la stella guida di tutte le stelle, e, più anticamente, presso gli accadici era la messaggera della luce. El Nath (β Tauri, quella che cozza con le corna) è la stella all’estremità del corno superiore, condivisa con l’Auriga.

“Alla luce del Sole, l’Opera cresce e si delinea. È la festa del lavoro luminoso, dell’avanzata, del ritmo, della vittoria. Il Toro divino carica ed assale”.

Tratto da La costruzione del Tempio, testo inedito di E. Savoini.

GEMINI
Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Gemelli, costellazione ampia 28°, intorno al 21 giugno, per uscirne il 20-21 luglio. Castore (α Geminorum) e Polluce (β Geminorum) sono le due stelle principali e ben visibili, il lato a oriente di un rettangolo di stelle che sovrastano il Cane minore, l’Unicorno e Orione, e sottostanno all’Auriga.

“Per indicare la Regola all’uomo, che trovi la Via, i Costruttori innalzano due grandi Colonne: una chiara e lucente, l’altra scura e possente. Le due Colonne non sono per reggere il Tempio. Sono come grandi fari, come grandi antenne, sono grandi magneti. Le Colonne, assieme al Tempio, formano una centrale di potere solare”.

CANCER
Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Cancro intorno al 20-21 luglio, per uscirne il 10-11 agosto. Non vi sono stelle particolarmente luminose o importanti nel Cancro, perché è il segno in cui ci si ritrae dietro ciò che si è costruito. Comprende 83 stelle e proprio nel centro della costellazione vi è un ammasso aperto di stelle: il Presepe (M44), la mangiatoia, chiamata dagli astronomi moderni l’alveare, simbolo meraviglioso dell’organizzazione collettiva della famiglia umana e uno dei motivi per cui questo segno è considerato come un segno di massa. Acubens (α Cancri) è un sistema stellare triplo, il cui nome significa pinza (la chela del granchio). Le stelle Asellus Borealis (γ Cancri) e Asellus Australis (δ Cancri) richiamano i due asini che appaiono alla nascita di Gesù: l’uno portò la Vergine a Betlemme prima della nascita, l’altro era presente nella capanna. L’asino appare una terza volta, quando Cristo andò in trionfo a Gerusalemme, la domenica delle Palme. Era seduto sul dorso di un’asina, simbolo di pazienza e umiltà, gioielli di grandezza.

“Siamo a metà dell’Opera. Il Sole si arresta, poiché ha esaurito la spinta ascendente. Come il Sole, i Costruttori si sono elevati dalla profondità della Terra alla vetta del Tempio. Poiché hanno il cielo infinito nel cuore ora si apprestano a coprire il Tempio. Questo tetto non è per escludere il Cielo, ma per rappresentarlo agli uomini. Così, dopo un istante di sosta, il lavoro riprende. Dall’alto i Costruttori ritornano, lavorando, verso le basi del Tempio. Conosciuta la pace del profondo azzurro, seguono il volgere del Sole e tornano a servire, indifferenti nella valle”.

LEO
Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Leone intorno al 10-11 agosto, per uscirne il 16-17 settembre. Le stelle principali sono Regulus (α Leonis), il cuore del leone e Denebola (β Leonis), la coda del leone. Regolo è il Regolatore, il Legislatore, esprimendo così l’idea che l’uomo può in Leo essere legge a se stesso, poiché entro di lui vi è il re, il governatore. Nella costellazione è nascosto anche un gruppo di stelle luminose, chiamato la Falce (curiosamente lo stesso nome dato ora all’asterismo composto dalle stelle della criniera del Leone).

Agli antichi iniziati, che vedevano in tutte le costellazioni la personificazione di forze e il simbolo di un dramma cosmico, la costellazione del Leone suggeriva tre importanti idee:
1) l’uomo è il governatore, il re, Dio incarnato, un figlio di Dio;

2) l’uomo è governato dalla legge, la legge di natura, la legge che egli stesso si dà e la legge spirituale alla quale egli alla fine si subordina;

3) compito dell’individuo è utilizzare la falce per eliminare ciò che impedisce l’applicazione della legge spirituale e che ostacola il pieno fiorire dell’anima.

La costellazione del Leone ha 95 stelle, due delle quali di prima grandezza. 95 = 9 x 10 + 5. Nove è il numero dell’iniziazione, dieci è il numero della perfezione umana, cinque è il numero dell’uomo; così in questo raggruppamento di stelle abbiamo la storia dell’uomo, della personalità e dell’iniziato col suo conseguimento spirituale finale.

“Il Tempio non serve allo scopo se non mostra all’uomo l’unica vera via di salvezza e di liberazione: quella che sale diritta allo Zenith. Pertanto i Costruttori intagliano nella volta, al centro, un grande foro, un occhio sul cielo, una pupilla. Altissima e centrale, è la vetta dell’opera, è la corona del Tempio. È una lanterna, ed è la vera porta d’uscita, consacrata all’Altissimo. È un vuoto, un segno supremo di Compasso.

VIRGO
Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Vergine intorno al 16-17 settembre, per uscirne il 31 ottobre. La Vergine è una costellazione molto estesa a forma di coppa con tre stelle principali che la disegnano: la coppa della comunione di cui Cristo disse: Bevetela fino in fondo. Nel suo significato più elevato è il Santo Graal. La stella più luminosa è Spica (α Virginis), la spiga di grano; un’altra stella significativa è Vindemiatrix (ε Virginis). Nelle Chiese Cattolica Romana e Anglicana, si celebrano due feste, chiamate l’Assunzione della Vergine, il 15 Agosto, e la Nascita della Vergine Maria l’8 Settembre: ogni anno il sole entra nel segno della Vergine pressappoco nel periodo dell’Assunzione, e tutta la costellazione è avviluppata e resa invisibile dalla splendente gloria del sole; verso l’8 settembre il Sole comincia a sorgere tra le stelle della Vergine, ed ecco la realtà astronomica della nascita della Vergine.

“Lo spazio chiuso del Santuario vibra come un cristallo di luce. È gremito di mutevoli rapporti, è spazio puro, solare e cosmico. La Madre del Mondo appare ai Costruttori, come una Regina ammantata d’azzurro. È la Bellezza che fa divine le cose. La Madre del Mondo ha il volto velato. È silente: ma alimenta e contiene tutti i nomi e tutti i fuochi che si accendono nell’Universo. I Costruttori la venerano, e nel suo nome erigono al centro del Tempio un altare di pietra chiara, un figlio della Madre e del Padre. Ora il Tempio contiene un germe vivente e visibile”.

LIBRA Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Bilancia il 31 ottobre, per uscirne il 23-24 novembre. È una costellazione poco appariscente, incastonata tra Scorpio e Virgo. Le stelle α e β Librae rappresentavano anticamente le due chele dello Scorpione, come testimoniano i nomi arabi Zubenelgenubi e Zubeneschamali (chela Nord e chela Sud); oggi invece rappresentano i due piatti della Bilancia, e infatti per queste stelle si conoscono anche i nomi Kiffa borealis e Kiffa australis, ossia il piatto Nord e il piatto Sud.

“Venerata la Madre, eretto l’Altare, i Costruttori si accingono a un compito diverso: devono realizzare un simbolo del regno della Madre: il pavimento del Tempio. Il pavimento regge e, in basso, delimita; ma deve anche riflettere il Cielo. Dev’essere piano e scorrevole, enigmatico e insidioso come la vita quotidiana. Con moti ritmici, come danzando, come tessendo, i Costruttori tracciano il pavimento come una griglia di meridiani e paralleli, come una grande distesa, come un crivello, come una tela. Essi pongono prima le commessure, poi le lastre; prima le linee di luce che saranno giunzioni fra pietra e pietra. Tale, infatti, è la trama della vita umana: battute uguali che separano campi di energia alterna. I Costruttori non pensano a eseguire un disegno. Saranno poi gli uomini, coi loro passi, a interpretare fra queste linee un disegno, ciascuno a suo modo”.

(Il regno della Madre e il regno delle Madri nel Faust II…)

SCORPIO
Attualmente il Sole fa il suo ingresso in Scorpio intorno al 23-24 novembre, per uscirne il 29-30 novembre: la costellazione è infatti attraversata dal Sole in moto sull’eclittica soltanto per nove giorni. Nei giorni rimanenti, che rappresentano circa i due terzi del segno zodiacale, il sole passa per la costellazione di Ofiuco che, per la sua posizione, sembra poggiare il piede sul corpo e sul cuore dello Scorpione. La costellazione dello Scorpione, molto splendente, è posta in parte sulla Via Lattea. Anticamente si estendeva fino ai piedi della costellazione della Vergine; quindi fu divisa in due e le stelle delle chele furono destinate, nel I secolo a.C., alla costellazione della Bilancia. Il cuore della costellazione è costituito da Antares (α Scorpii), situata all’estremità meridionale della Via Lattea, laddove incrocia l’equatore celeste, in prossimità dell’eclittica. Antares è una stella rossa: il colore del desiderio, ed è la stella più rossa del cielo; simboleggia il desiderio che sottostà ad ogni manifestazione della vita divina. Il nome della gigante doppia significa rivale di Marte, in quanto il suo colore rossastro rivaleggia con quello del pianeta, ma è anche correlato ad anti Har, che significa di fronte a Horus, dove Horus è associato alla costellazione del Toro: l’asse Sole-Terra incrocia la coppia perfettamente opposta di stelle regali Antares–Aldebaran (l’Occhio del Toro) esattamente lungo l’asse di date del 31 maggio-2 dicembre. La stella era detta anche Calbalacrab, dall’antico nome arabo Kalb al Akrab, il cuore dello Scorpione. Nell’astrologia persiana Antares è uno dei quattro Guardiani del Cielo, la Stella Regale dell’Ovest (Aldebaran è quella dell’Est, Regulus è quella del Nord e Fomalhaut del Sud). Nell’India antica era una delle 27 nakshatra (divisioni celesti o dimore lunari stabilite nei Veda), detta Jyeshtha il più vecchio o il più eccellente. Shaula (λ Scorpii), il pungiglione, prende il nome dalla sua posizione sulla coda velenosa dello scorpione. Sulla fronte dell’animale troneggiano tre stelle: la stella doppia Acrab (β Scorpii) in arabo significa scorpione (chiamata, secondo un’altra nomenclatura, Graffias, il granchio) e Deschubba (δ Scorpii), probabile deformazione della parola araba, Al jabha, che significa fronte, in quanto situata al centro della testa dell’animale. Nella costellazione sono presenti vari ammassi stellari: M6 e M7 grazie alla loro brillantezza sono visibili anche a occhio nudo, mentre M4 è un grande ammasso globulare situato appena sotto la visibilità. Sempre all’interno della costellazione è presente la nebulosa planetaria NGC6231, un grande ammasso presente in una zona della Via Lattea ricca di stelle: le stelle più brillanti del gruppo somigliano alle Pleiadi in miniatura. NCG6231 invece è connesso a un più vasto ammasso aperto di stelle più deboli, chiamato H12: la catena di stelle che collega i due ammassi forma uno dei bracci a spirale della nostra Galassia.

“Sulla soglia del Tempio sta un Guardiano, armato, spaventevole e possente. Un Angelo, comparso nella notte, si presenta luminoso alla porta. Il Guardiano lo respinge. L’Angelo non passa. “E’ il segno del collaudo”, dicono i Costruttori. “Accettiamo con gioia la verifica, la triplice prova”. La luce stellare che scende dall’alto esplora ogni cosa nel Tempio. Controlla ogni misura. I Costruttori, immobili, subiscono la prova, con umile coraggio. L’Angelo ricompare alla porta. La sua luce cresce e sfolgora. Il Guardiano, colpito, a poco a poco svanisce. L’Angelo entra e prende possesso del Tempio, alla luce delle stelle. E’ la vittoria. I Costruttori, pervasi di gioia, decorano il Tempio. Lo abbelliscono di colori, figure, cornici. Intagliano storie di eroi, e già pensano a imprese future”.

SAGITTARIUS
Attualmente il Sole entra in Sagittario intorno al 18 dicembre, per uscirne il 20 gennaio; il solstizio invernale avviene pertanto in questa costellazione, che si frappone tra il nostro Sistema solare e il Centro galattico (Origine e Meta dell’intera Galassia), intercettando l’eclittica tra i 26° del segno di Sagittarius e i 30° del segno di Capricornus, con un’ampiezza di 34°. La costellazione occupa la parte inferiore dell’eclittica ed è poco visibile nelle nostre notti tardo estive (emisfero boreale) in quanto sempre bassa sull’orizzonte meridionale. Le stelle che tracciano l’arco del Sagittario sono 3, dette tutte Kaus dall’arabo al-qaus: arco. L’estremità della freccia è individuata dalla stella Al-Nasl (γ Sagitarii), la punta. Presso le coordinate Long. 26°50′ Sagittarii, Lat. 5° Sud, si trova la potente radiosorgente Sagittarius A, che individua il Centro della Galassia indicato proprio dalla direzione della stella Al-Nasl, la punta della freccia. A questo cardine galattico, attorno al quale orbita il Sole col Sistema solare impiegando circa 250 milioni di anni, convergono il pungiglione della costellazione dello Scorpione, il piede della costellazione di Ophiuco e la freccia della costellazione del Sagittario. Il Centro della Galassia, punto di partenza della spirale della vita del nostro Cosmo, viene identificato dall’uomo con un buco nero, simbolo dal punto di vista esoterico di un Sole scuro quale cuore/core della Galassia, di una Presenza o Spazio posto proprio in mezzo al chiarore della Via Lattea, il percorso delle anime e degli dei. Omero parla della Via Lattea come della casa stellata di Zeus, mentre nelle Metamorfosi così la descrive Ovidio: “C’è in alto una via, manifesta nel cielo sereno: ha nome via Lattea e si nota per il suo stesso candore. E’ il cammino degli dei verso la dimora regale del gran Tonante […]. Gli dei più potenti e illustri hanno stabilito qui il loro domicilio […]”. Secondo la leggenda classica, Eracle, nato da Zeus e dalla mortale Alcmena, fu messo a succhiare dal seno di Era, poco disposta a nutrirlo benché il nome del neonato significasse gloria di Era (anche il termine Galassia riprende il significato di Via Lattea in quanto γαλαξια era la festa del latte in Atene, durante la quale venivano offerte focacce con latte alla Dea madre Cibele, sorgente della vita). Mentre toglieva il bimbo dal seno un poco di latte ne uscì e cadde producendo in cielo una bianca scia che venne nominata Via Lattea, e in Terra produsse il fiore candido del giglio. Per i popoli mediterranei la Via Lattea è sempre stata associata all’immagine di un fiume: era il fiume della dea per gli accadi, il fiume di luce per gli ebrei e Al Narhr ovvero il fiume per gli arabi. Gli Incas chiamano la Via Lattea Mayu, il fiume. La Via Lattea è quel sentiero radioso che nutre e riconduce alla Meta, all’Unità cosmica.

“Fulgido, sonante, giusto e armonico sta il Tempio compiuto. Riceve messaggi dal Cielo e grandi visioni appaiono nel suo spazio sacro. Vive. I Costruttori lo contemplano, da lontano e da vicino. Lo vedono qual è: “un cristallo, un fiore, un uomo, un Sole”.

CAPRICORNUS
Secondo il calendario astrologico il Sole sorge al solstizio invernale nel segno di Capricornus: si tratta di una convenzione in quanto, per via della precessione degli equinozi, attualmente il Sole rinasce nella costellazione del Sagittario. Attualmente, la costellazione astronomica del Capricorno intercetta l’eclittica da circa 29°40′ del segno di Capricornus a circa 27°30′ del segno di Aquarius; il Sole vi fa il suo ingresso intorno al 20 gennaio, per uscirne il 16 febbraio. Il Capricorno non è una costellazione molto luminosa e conta 28 stelle, numero all’origine, per la visione esoterica, del 7×4, ovvero di tutti i riti e cicli legati al settenario agito ai 4 angoli del mondo (vedi ciclo lunare e ciclo di Saturno), collegati alla costruzione della Forma. La sua lucida stella DenebAlgedi (δ Capricorni), una binaria ad eclisse, deriva il suo nome dall’arabo Al dhanab al jady, la coda della capra, posta a poca distanza dall’eclittica. Sulla testa dell’animale brillano poi Algedi o Giedi (α1 e α2 Capricorni) ovvero il capro, il capretto e Dabih (β Capricorni) dall’arabo Al sad al dhabih, la fortuna dei sacrificanti. Anticamente questo nome designava complessivamente le stelle α e β Capricorni poiché nelle famiglie musulmane, quando la Luna si trovava in questo asterismo, intorno al periodo di Natale, si celebrava la festa di Id-al-Adha, durante la quale si sacrificavano capre per propiziare la guarigione dalle malattie e la liberazione di schiavi e prigionieri. Un’altra interpretazione, sempre in ambito musulmano, vede il termine Dhabiih, o Dhabiiha, come significante delle vittime sacrificali: la vittima predestinata al sacrificio sarebbe Ismaele, figlio di Abramo, salvato per mano angelica. Oltre a ciò è comunque evidente l’assonanza coi valori di Capricornus (potere del sacrificio e morte). Sulla coda nei pressi di Deneb Algedi troviamo poi la stella Nashira (γ Capricorni) che secondo alcune fonti deriverebbe il suo nome, la fortunata, dall’arabo Al sa’d Al Nashirah, la portatrice di notizie fortunate, mentre secondo altre fonti il nome significherebbe colei che diffonde, che rende pubblico. Per la sua posizione la stella si trova immersa nell’acqua cosmica al limite che separa il mare celeste (abitato dai Pesci e dall’acqua fluente dell’Acquario) dalla terra su cui poggiano gli zoccoli del capro – Capricorno.

“E’ il tempo grande dell’inizio. Occorre costruire un nuovo Santuario per la salvezza dell’uomo e del mondo. Dove edificare il nuovo Tempio? Come costruirlo? Lo faremo qui e dovunque. Lo faremo come un cristallo. Lo faremo come un fiore. Lo faremo come un uomo. Lo faremo come un Sole. Sulle rovine del vecchio Tempio, qui e dovunque, apprestiamo il cantiere. E’ il grande, gaudioso momento dei Costruttori”.

AQUARIUS
L’Acquario è una costellazione attraversata attualmente dal Sole dal 16 febbraio all’11–12 marzo; è formata da un vasto insieme di stelle poco luminose, specialmente nella parte orientale, che rappresentano l’acqua che scende a fiotti da un’urna. È la costellazione della Nuova Era, ossia traguardata dall’attuale equinozio di marzo, per circa 2.500 anni. La nostra Stella polare e Vega sono ora in congiunzione nei cieli (rispetto a Sirio), segno questo che l’Era dell’Acquario è pienamente attiva per l’umanità, e che le forze dei Pesci retrocedono rapidamente. Sadalsuud (β Aquarii), un sistema a 3 stelle, significa il fortunato dei fortunati, ed è la più luminosa; altre due stelle suggeriscono la stessa idea di fortuna: Sadalmelik (α Aquarii, il fortunato del re) e Sadachbia (γ Aquarii, la stella fortunata delle cose nascoste). Le stelleγ, ζ, ηe π Aquarii formano un asterismo chiamato Urna, che rappresenta la brocca piena d’acqua del Portatore d’Acqua.

“Raggi da noi alle Stelle – Raggi dalle Stelle a noi. Apriamo canali all’energia stellare, che scenda e scorra in tutte le parti dell’opera. Quale sarà il nostro Canone, la misura fondamentale? “Che questo canone sia l’Infinito, che questo canone sia il Punto”.

PISCES
Il Sole entra nella costellazione dei Pesci intorno all’11-12 marzo, per uscirne il 18-19 aprile. La costellazione, estesa e poco appariscente, traccia una zona triangolare nei cieli quasi interamente nell’emisfero Nord. La stella primaria dei Pesci è Alrischa (α Piscium, stella doppia) che significa il nodo, a indicare il punto d’unione nel nastro che unisce i due pesci, o delfini, celesti. In quanto origine di due allineamenti di stelle, rappresenta anche quella corda o Fascia che unisce le anime nel loro cammino tra mondano (pesce rivolto a Sud) e sovramondano (pesce rivolto a Nord). All’interno della costellazione sono presenti vari oggetti del cielo profondo tra cui la galassia a spirale M74 (NGC 628).

“Si scava nel suolo per giungere al piano di fondazione. Prima di elevarsi al Cielo, l’Opera scende nelle viscere della Terra. “Scenderemo sino a trovare la roccia chiara, solida e compatta, il cristallo magnetico e potente. Solo su quella roccia poseremo la pietra d’angolo, la prima pietra, che è già l’opera compiuta”. Ti cerchiamo nel profondo del suolo e in noi. Tu sei la base, e sei la vittoria”.

di Stella Picarò

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