In questi ultimi tempi compaiono ripetutamente articoli e post inerenti ad un rito che ha come culmine il sacrificio di una giovenca rossa. Molti si interessano e altrettanti ne parlano, ma pochi conoscono cosa vi è dietro a questo rito. Con il presente articolo intendo fare chiarezza sulla questione.

 

Due stampe d’epoca che raffigurano il sacrificio della giovenca rossa

 

Innanzi tutto occorre tenere presente che l‘ebraismo ha molteplici riti, sia religiosi che parareligiosi ed occorre comprendere da dove giungono.

La fonte dei riti religiosi accettati e riconosciuti è una sola: la Legge Mosaica. Questa legge è composta da 613 Mitzvot, ossia precetti che ogni buon ebreo deve seguire senza alcuna reticenza. Questi precetti sono stati codificati nella versione più nota e diffusa ancora oggi, furono redatti da Maimonide, utilizzando le 14 regole di Rambam. Questi 613 precetti sono tratti dalla Torah, ossia dai primi 5 libri della Bibbia, che i cristiani chiamano Pentateuco, e che sono attribuiti a Mosè. Da cui il nome di Legge Mosaica. Questi precetti si dividono in positivi (ossia obblighi da seguire) e negativi (ossia divieti). Tutti questi precetti sono illustrati nel dettaglio nel Talmud nella sua versione Makkoth.

Ogni fedele è tenuto ad osservarli scrupolosamente ed in caso di dubbio sull’applicazione, deve rivolgersi al suo Rabbi, ossia Maestro, che, essendo un profondo conoscitore della materia, saprà indicargli la retta applicazione.

Il lettore, a questo punto, si chiederà se ogni ebreo deve, ancora oggi, seguire tutti e 613 i precetti. No, ogni rabbino al mondo vi potrà spiegare che una parte dei precetti sono al momento “sospesi”. Ossia non applicati. Pertanto, incuriositi, ci chiediamo di quali precetti si tratta. Si tratta di tutti i precetti legati ai riti che dovevano compiere i Leviti, sacerdoti o meno che fossero, nel Tempio di Gerusalemme. Ma, poiché oggi il Tempio non esiste più, in quanto distrutto da un incendio che si sviluppò durante la conquista di Gerusalemme da parte del futuro imperatore Tito, nel 70 d.C.  Quindi è da allora che, defunti i Leviti nella strage che ne seguì, i riti legati al Tempio furono sospesi. Attenzione, sospesi, non annullati; in quanto saranno ripristinati nel momento che verrà ricostruito il Tempio. Quando verrà ricostruito il Tempio? Non si sa. Molti Rabbini ritengono che verrà ricostruito dal Messia, quando si paleserà.

A questo punto dobbiamo fare una doverosa spiegazione, altrimenti non sarà possibile comprendere la questione.

Per gli ebrei il Messia non è ancora giunto. Il suo palesamento sarà indice che i Nuovi Tempi stanno per iniziare. Il Messia sarà un politico ed un militare, guiderà il Popolo Eletto, ossia quello ebraico, a liberare la Terra Promessa e vi creerà il nuovo Regno di Giuda. Sarà incoronato ed unto Re e la sua stirpe regnerà per 1000 anni, su un mondo di pace e di libertà. Il suo trono sarà sul monte Zion, ove sarà ricostruito il Tempio, ossia il terzo Tempio. In quanto il primo era stato demolito dai babilonesi ed il secondo distrutto da un incendio al tempo della conquista romana. Una curiosità. Il famoso muro del pianto, creduto da molti essere le vestigia del Tempio di Salomone, o comunque del secondo Tempio, in realtà sono mura erette dai romani quando il quel luogo vi costruirono un tempio dedicato da Giove. Avendo anche rinominato la città (Gerusalemme) in Aelia Capitolina.

Poi vi è la questione cristiana. La dottrina cristiana, composta su impulso dall’Imperatore Costantino, ci indica Gesù come Messia e Salvatore. Ma qualunque ebreo riderà di tale affermazione, in quanto Gesù non cacciò i romani da Gerusalemme né fu eletto Re dei Giudei. Men che meno la sua stirpe ha governato per 1000 anni il mondo.

Poi vi è la questione dei cristiani-sionisti. Intanto vediamo cosa significa il termine “sionista”: deriva da Sion/Zion ossia il nome del monte (in realtà un colle) su cui sorgeva il Tempio. Parte degli ebrei si identificano nel sionismo in quanto il loro obiettivo politico era quello di ricreare lo stato ebraico, che poi venne identificato con Israele e non Giuda per evitare le diatribe con i fondamentalisti religiosi (ortodossi e gli ultraortodossi), i quali ritengono che dovrà essere il Messia a ricreare il Regno di Giuda. Ebbene, vi sono dei fondamentalisti cristiani, in massima parte negli Stati Uniti, ma anche sparsi in tutta l’America, che si ritengono essere il Nuovo Popolo Eletto, e quindi si impossessano della tradizione e, ritenendo Gesù il Messia, si addossano il compito di erigere il nuovo tempio, in cui andrà ad abitare Gesù quando ritornerà sulla terra a cavallo di una nuvola, alla fine dei tempi. Non sta a me giudicare le credenze religiose, ognuno è libero di credere in ciò che meglio ritiene, pertanto, ecco questi gruppi di fanatici religiosi appoggiare lo stato di Israele contro il mondo islamico in quanto ritiene quest’ultimo infedele. Il perché tale fanatismo si sia radicato negli Stati Uniti, è dovuto al fatto che proprio i primi coloni, i famosi padri pellegrini, si ritenevano parte del Nuovo Popolo Eletto. I Quacqueri, i Puritani ed altri gruppi religiosi simili, insinuarono nelle colonie, che divennero gli Stati Uniti, questo concetto, che ancora oggi prospera grazie a telepredicatori senza scrupoli.

Ma ritorniamo alla nostra giovenca rossa.

Dobbiamo premettere che non tutti i riti praticati dagli ebrei sono previsti nelle 613 Mitzvot, ve ne sono anche altri che sono sorti nel tempo, ed ancora oggi sono ben radicati fra i gruppi ebraici ortodossi. Ad esempio il rito detto Kapparòt. Si tratta di un rito svolto in famiglia il giorno prima dell’inizio della festività dello Yom Kippur. Il rito si svolge in questa maniera: il capofamiglia (padre o in assenza di esso il figlio maggiore) prende un pollo per le gambe e lo fa roteare in senso orario per tre volte sulla testa di ogni componente la famiglia. Questi colgono l’occasione per rammentare i peccati compiuti nell’anno e si predispongono per il rito dell’Espiazione, che si svolge appunto durante lo Yom Kippur. Quindi, non tutti i riti che si compiono sono previsti dai precetti. Ancorché tramandati nei secoli. Va da sé che poi il pollo viene macellato secondo le regole dettate dalla Halaka, ossia mantenendone la purezza.

Invece per la Giovenca Rossa? Il rituale è previsto dal precetto (Mitzvot) nr 444 detto Parah Adumah che recita: “Rispetta il rituale della giovenca rossa”. Il precetto è estratto dal Libro dei Numeri (Bibbia) in 19:2. Quindi è un precetto esistente.

Il problema deriva dal fatto che un ebreo, sin dai tempi di Mosè, non poteva entrare nel tempio se non era considerato puro. Per la purificazione esisteva il bagno rituale in una vasca apposita, Didaché, ma non sempre era possibile praticarlo, in quanto l’acqua sovente scarseggiava e questa, una volta utilizzata per un rito di purificazione, doveva essere versata, in quanto non era più acqua pura. Allora Yahweh venne incontro al popolo ebraico e disse a Mosè che in mancanza di acqua si poteva utilizzare la cenere per purificarsi. Ma non una cenere qualunque, la venere di una giovenca (ossia di una giovane mucca, ancora vergine) che fosse completamente di pelo rosso. Inoltre il pelo doveva essere completamente liscio, ossia non doveva avere né riccioli né doveva aver mai portato il giogo; strumento che segna il pelo.

Ciò comportò dei problemi non indifferenti, in quanto molto raramente nasce una mucca completamente rossa. Pertanto ogni qualvolta nasceva un vitello apparentemente rosso, ecco i sacerdoti esaminarlo con grande attenzione: non doveva essere maschio né aver alcun difetto e non doveva avere nessun pelo riccio né di altro colore. A quel punto, nel caso tutti i requisiti fossero stati assolti, il vitello veniva preso in custodia dai sacerdoti. Nel giorno prescelto veniva costruita una pira, la giovenca vi veniva posta al di sopra, veniva sgozzata secondo le regole della Halakhah, quindi la carcassa veniva briciata completamente. Quando il fuoco aveva consumato il tutto (quasi tutto, in quanto una pira non brucia tutte le ossa), la cenere veniva raccolta con cura e conservata in appositi contenitori. Da quel momento, veniva utilizzata solamente nel caso fortuito in cui un sacerdote entrava in contatto con il cadavere di un essere umano. Ciò designava la massima impurità e lui non poteva più entrare nel Tempio se non dopo lungo tempo e ripetute abluzioni. Ecco quindi che in quel caso si ricorreva ad una purificazione tramite la cenere della giovenca rossa.

Poiché di queste giovenche rosse dal 1250 a.C. circa sino alla distruzione del secondo Tempio ne nacquero solamente nove, possiamo comprendere che questo rito è assolutamente raro e la cenere molto preziosa. Con la distruzione del secondo Tempio, è sorto il mito che sarà il Messia, quando giungerà, a sacrificare la decima giovenca rossa.

Il lettore, a questo punto dirà: ma se ora il Tempio non c’è, il problema non si pone. Assolutamente vero, ma vi sono ebrei che vogliono raggiungere uno stato di purezza assoluta e quindi, anche in assenza del Tempio, ricercano la cenere della giovenca rossa.

A questo punto andiamo a leggere cosa ci riporta il sito ebraico “templeinsitute.org” che è il massimo organo in questo ambito.

Apprendiamo, dalla Mishna, ossia la raccolta di detti e tradizioni, che la prima giovenca rossa fu sacrificata da Mosè stesso (quindi attorno al 1250 a.C.) e la seconda dal profeta Esdra nel 459 a.C. proprio in occasione del ritorno del popolo ebraico dalla cattività babilonese e con la costruzione del secondo Tempio. Quindi per 800 anni non vi furono sacrifici. Poi ve ne furono sette sino alla distruzione del secondo Tempio. Quindi in poco più che 500 anni. Dopo di che non vi fu più il Tempio ed i sacerdoti erano estinti. Quindi il sito, gestito da Rabbini, di informa che fu lo steso Maimonide (1135 – 1204 d.C.) a scrivere: “La decima giovenca rossa sarà sacrificata dal Re-Messia, possa egli essere rivelato rapidamente, Amen, sia essa la volontà di Dio”.

Quindi il sito riporta che se negli ultimi 2000 anni non è più nata una giovenca rossa, è perché i tempi non sono maturi. Occorre aspettare con fede.

Quindi vi sono ampi stralci del saggio “The Mystery of the Red Heifer – Divine Promise of Purity”, pubblicato nel 1997 da Rabbi Chaim Richman. Per chi volesse approfondire l’argomento.

 

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A questo punto lasciamo ai Rabbini le loro tradizioni e veniamo alla vicenda che tanto ha fatto parlare in questi ultimi tempi. In realtà vi sarebbe ben poco da dire, in quanto era stato preannunciato che il “rito” si sarebbe dovuto svolgere il 22 aprile. Naturalmente il rito non è stato svolto e quindi il tutto è finito ingloriosamente nel dimenticatoio, ma noi vogliamo andare a verificare quanto era stato detto e scritto da chi nulla sa ma vuole dire.

Ci viene narrato che in Texas sono state trovate cinque giovenche rosse. Che fossero in Texas non ci deve stupire, in quanto per gli statunitensi è la terra classica dove si allevano i bovini; ma che gli ebrei, di giovenche rosse, non ne abbiano trovata una in 2000 anni e che nel 2024 qualcuno ne abbia trovate addirittura cinque tutte assieme, fa quantomeno sorridere. Se fosse stato vero, sarebbero giunti rapidamente rabbini da tutti gli Stati Uniti a verificare. Cosa che non risulta.

Quindi ci viene detto che questi giovani bovini sono stati portati in Israele. Siccome si sarebbe trattato di un evento religioso clamoroso, avremmo avuto ampia notizia, con ebrei ortodossi che si scontravano nelle piazze con la polizia per avere in consegna le giovenche. Abbiamo saputo nulla di tutto ciò? Naturalmente no.

Secondo la tradizione, siccome il Tempio fu distrutto di mercoledì, la ricostruzione di questo dovrà iniziare di mercoledì. Compresi tutti i riti legati al Tempio. Il 22 era lunedì, non mercoledì: giorno sbagliato.

Ci raccontano, inoltre, che il rito si sarebbe dovuto svolgere sul Monte degli Ulivi. A fianco di Gerusalemme vi è un piccolo colle, indicato dai sacerdoti cristiani, al seguito dei Crociati, come il Monte degli Ulivi, ma nessuno sa quale sia veramente quel colle; ma l’importante è che il Monte degli Ulivi ha un senso per i cristiani, non per gli ebrei, i quali non lo considerano minimamente, poiché non è citato nella Bibbia. Solo un fondamentalista cristiano statunitense poteva pensare a quel luogo come sito per il sacrificio. Semmai il rito fosse dovuto avvenire, sarebbe avvenuto sulla spianata del Tempio, ossia davanti al muro del pianto.

Ci è stato narrato che, in gran segreto, vi sono state persone che sono state istruite al rito. Il che è una baggianata, in quanto qualunque Rabbino saprebbe come praticare il rito, senza nessuna istruzione aggiuntiva. Poi, sono state indicate delle ipotetiche “approfondite” ricerche per individuare i discendenti dei Leviti. Potevano risparmiarsi il tempo delle ricerche, in quanto i Leviti scomparvero con il Tempio, in quanto sterminati dai legionari di Tito, e non vi sono discendenti, come sa ogni Rabbino.

Infine vi è la questione più importante: a presiedere il rito, secondo Maimonide, dovrà essere il Messia in persona, e purtroppo questi non si è ancora palesato. Il Messia dovrà presentarsi a capo di un grande esercito e scacciare i nemici degli ebrei dalla Terra Promessa, ma, come sappiamo, attualmente la Terra Promessa fa parte dello stato di Israele e quindi non vi sono “non ebrei” che lo governano; e secondo gli ebrei ortodossi ed ultraortodossi, questo è il motivo principale per cui il Messia non giunge.

Il perché vengano messe in giro queste favole, intendo quelle delle cinque giovenche rosse, non lo so, ma se non altro avranno messo di buonumore i Rabbini che ne hanno letto i post sui social.

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Per chi volesse approfondire l’argomento, potrebbe prendere visione del mio libro “613 Mitzvot” ove tratto uno per uno tutti i precetti, con l’indicazione di tutti i riferimenti biblici. Cliccare sul titolo o sull’immagine per saperne di più.

di Marco Enrico De Graya

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